Quando Anna, una ragazza di 23 anni, entra nella stanza ha gli occhi lucidi e un passo rallentato. Le chiedo di sedersi e lei, con un tono un po’ distaccato, comincia a parlare…

Sono qua perché le cose stanno andando male e ho capito di non farcela da sola… non riesco a studiare e non vorrei neanche andare al lavoro… lavoro in una caffetteria la mattina e poi il pomeriggio seguo le lezioni e studio…. a dicembre ho perso la mia migliore amica in un incidente stradale, si chiamava Giorgia… e non so cosa fare… (inizia a piangere)

Ok, fai dei bei respiri profondi e quando te la senti vai avanti.

Sto male e sono stanca di stare male. Non sono più io. Tante volte provo a chiamarla, penso che magari mi risponde… è una cosa da pazzi, lo so… ma non riesco a pensare che non ci parleremo più…

A volte, quando perdiamo qualcuno di molto significativo per noi, facciamo delle cose “strane” per aiutarci a mentalizzare qualcosa che è destabilizzante, sconvolgente… tranquilla, è normale, non preoccuparti… vai avanti…

I miei spingono perché io esca con gli amici, e anche i ragazzi della compagnia mi chiamano… io sì, esco qualche volta, ma non riesco a sentirmi libera come prima, penso a Giorgia e mi dispiace essere lì, come se non dovessi ridere, perché non è giusto, perché lei non può più farlo…. Stavamo sempre insieme, lei sapeva tutto di me e io di lei… non potrò mai più essere felice come prima… mi manca da morire.

Ormai sono passati diversi mesi, a volte penso di stare meglio ma poi torno giù…

L’elaborazione naturale di un lutto richiede sempre tempo ed ognuno di noi reagisce in modo diverso alla perdita. Ci sono poi quelli che vengono chiamati “lutti complicati”, che hanno bisogno di essere elaborati con un aiuto psicoterapeutico. Questi sono talmente destabilizzanti per quella persona che compromettono la sua capacità di vivere in modo sufficientemente adeguato e soddisfacente la quotidianità e le impediscono di realizzarsi nei suoi contesti di vita e di impegnarsi in progetti per il futuro. In questi casi la persona non sente un significativo miglioramento, nonostante il passare dei mesi/anni.

So che sei stanca, lo capisco, ma questo dolore lo devi attraversare… non ti nego che affronteremo delle sedute difficili, dolorose, ma rispetteremo sempre la tua soglia di sopportazione… vedrai che progressivamente inizierai a stare davvero meglio.

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