Certo, dottoressa, allora non si conosceva molto sui Disturbi dell’Apprendimento perciò anche gli insegnanti non avevano molti strumenti per lavorare con i bambini come me. Poi, anche i miei genitori non potevano capire quello che avevo… beh, a scuola e a casa quando facevo i compiti mi sono sentito INCAPACE, SBAGLIATO in tante situazioni e per tanto tempo. Ho tanti brutti ricordi…

Il resto come andava?

Bene. In alcune cose MOLTO bene. Ho avuto tanti amici, mi cercavano per andare a giocare al campo sportivo o per girare insieme il paese in bicicletta. Poi ero bravo a calcio… parecchio…

Davvero?

Sì, sì. Gli allenatori mi facevano giocare sempre perché segnavo almeno un goal in ogni partita, mentre altri bambini erano spesso in panchina.

E adesso come va? Con gli amici intendo.

Bene, ognuno ha i suoi impegni e la sua famiglia, ma ci teniamo ancora in contatto. Vorrei solo liberarmi da questa tensione che ogni tanto mi prende e mi fa sentire ancora come quando ero piccolo, come se non fossi all’altezza della situazione, come se non fossi in grado di gestire le cose….

Nonostante le difficoltà che ha dovuto affrontare in ambito scolastico, lei oggi ha un'impresa tutta sua. Partiamo da qui. E’ riuscito, come spesso accade in età adulta agli ex-alunni con DSA, a compensare le difficoltà legate a quel “disturbo” con la sua intelligenza e le sue competenze relazionali e sociali. Mi creda, questo fa di lei una persona di successo. Ora dobbiamo solo ascoltare e rassicurare quella parte di lei (quel bambino) che si sente ancora come allora, incapace e sbagliata, in modo che non si senta più sola e incompresa, ma capita e sostenuta.

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