Marco è un ragazzo di 25 anni, viene nel mio studio perché si sente bloccato, sente di avere difficoltà nell’esprimere le proprie emozioni.

Sono sempre stato così, non ricordo quando questo è iniziato. Non riesco a sentirmi libero di vivermi veramente nessun tipo di emozione, bella o brutta che sia… penso sempre a cosa potrebbe succedere dopo o alle conseguenze sulla mia vita o sulle mie relazioni…

Durante la terapia, Marco identificò un ricordo di quando aveva sei anni e si trovava in vacanza in montagna con la sua famiglia durante il periodo natalizio.  Ricordò che sua madre ebbe un brutto incidente mentre stava sciando e fu portata a valle dai soccorritori… il volto era coperto di sangue e non era molto lucida e ricordò di essersi avvicinato a lei per cercare di toccarla, piangendo disperatamente… suo padre che era presente lo sgridò con molta veemenza, gridando e dicendo: “Smettila di piangere! Adesso basta, non voglio sentire più una parola…”

Da quel momento per Marco fu molto difficile manifestare le proprie emozioni perché si era creato un collegamento tra la possibilità di esprimersi e la sensazione sgradita di quell’evento. Dopo alcune sedute, il blocco di Marco si era decisamente dissolto e iniziò a manifestare le sue emozioni in libertà.

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