E' successo sette-otto mesi fa', la gravidanza sembrava andare bene e poi alla 15° settimana di gravisanza ho avuto dolori e una forte emorragia... nonostante la corsa in ospedale non c'è stato nulla da fare, il mio bambino non ce l'ha fatta, ho avuto un aborto. Dopo il raschiamento in Day Hospital sono tornata a casa e piano piano ho cercato di ripartire, sono tornata al lavoro, ma niente mi sembrava più come prima, niente mi sembra più come prima. Le assicuro che mio marito e la mia famiglia mi sono stati vicini, ma io mi sento male lo stesso. Piango in continuazione e temo che forse ora non potrò avere altri figli, anche se i medici mi dicono di sì. Penso che oggi dovrei tenere in braccio il mio bambino, invece non è così... mi sento vuota e sbagliata... so che non è stata colpa mia, ma mi sento male lo stesso.

Non c’è un unico modo di sentirsi o un modo giusto di reagire ad un aborto. L’esperienza di avere perso la gravidanza e il bambino atteso in un dato momento è molto soggettiva, e i sentimenti che ne derivano sono tutti legittimi. Possono sorgere dubbi sulla propria capacità di diventare genitore e un senso di inadeguatezza come donna. Possono, per esempio, riattivarsi emozioni spiacevoli dal confronto con altre donne in attesa o in situazioni che ricordano l’evento. Indipendentemente da quanto la gravidanza sia stata breve e desiderata, per la maggior parte delle donne è un evento stressante e traumatico. Dopo un’iniziale shock, vi possono essere reazioni d’ansia o depressive, che tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni mesi, anche se la tristezza può non scomparire del tutto. Dobbiamo ricordarci che è comunque un lutto che può manifestarsi con diversa intensità e durata a seconda dell’attaccamento naturale che ogni mamma, già durante la gravidanza, instaura con il bambino atteso anche se non ancora nato. Accettare i propri vissuti emotivi, anche dolorosi, è il primo passo per superarli ed è molto utile riuscire ad esprimerli e a condividerli con le persone care, come ha fatto lei.  Se la sofferenza emotiva perdura, diventa difficilmente controllabile, disturba il normale svolgimento delle attività quotidiane, le propongo un supporto psicologico con il metodo EMDR per l'elaborazione di questa esperienza traumatica.

 

 

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